DEPURIAMO PRIMA LE ACQUE O L’AMMINISTRAZIONE?

Lo scorso lunedì 27/02/2017, il nostro paese ha assistito, in un clima di dimenticanza generale (per non dire di sciente ed avveduto silenzio), alla ricorrenza di una data fondamentale per l’intero territorio di Sezze: sono trascorsi esattamente tre anni dalla data ufficiale di inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione comunale e del collettore emissario.

I lavori, attualmente oggetto di indagine delle autorità giudiziarie competenti, dopo un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma, in riposta al silenzio delle interrogazioni presentate in Regione e ancora inevase da Zingaretti, sarebbero dovuti durare 540 giorni. Il depuratore avrebbe dovuto essere inaugurato, quindi, nel settembre 2015, data poi posticipata dal vicesindaco Zeppieri, in sede di interrogazione consiliare, ad inizio 2016, e successivamente rimandata dal Sindaco Campoli, nel suo intervento in commissione nel luglio 2016, a data da destinarsi (ma, comunque, prima della fine della legislatura).

I lavori dell’opera, dal costo complessivo di circa 5.4 milioni di euro, sono fermi a causa dei ritardi nello stanziamento dei fondi regionali, per una somma totale di circa 1.7 milioni che la Regione Lazio deve ancora versare, per cui rimangono molti e forti interrogativi che sarebbe opportuno chiarire una volta per tutte, senza più tergiversare con risposte poco chiarificatrici sulla questione.

Per rispetto dei cittadini, quindi, chiediamo all’Amministrazione che venga spiegata, in maniera esaustiva, il diverbio che persiste con la Regione sulla questione della compensazione con i fatti dell’Anfiteatro (problema prodotto e mai risolto da una gestione scellerata della Cosa Pubblica, che continua a far pagare dazio al nostro paese da anni). Questo e tanti altri controversi quesiti permangono sulla vicenda, come, ad esempio, l’incomprensibile aggiramento delle norme del PAI, che per aree ad alto rischio di frana (come è stata dichiara la zona interessata), vieta espressamente nell’art. 16 la costruzione di collettori fognari, ma per cui la Regione ha dato comunque autorizzazione al proseguimento dei lavori… Per non parlare della rimozione che dovrebbe avvenire, una volta completata l’opera, degli impianti esistenti in località Casali e Via Friuli, rimessi in funzione da Acqualatina, che se lasciassero il posto ad un unico depuratore (seppur più performante), riuscirebbe quest’ultimo a far fronte, da solo, al soddisfacimento dell’intera utenza setina?

Ci auguriamo vivamente che il Sindaco Campoli, dopo aver dichiarato resa ed aver ammesso che la questione dell’Anfiteatro e dell’A&G rimarranno dilemmi da risolvere per la successiva amministrazione, non aggiunga alla lista anche l’incognita sul depuratore… e se la nostra denuncia rimarrà disattesa, auspichiamo che questa venga quantomeno accolta e ritrasmessa dalle minoranze, che non possono e non devono ignorare un tema di tale dimensione, trattato fino ad ogni con palese ed improficuo disinteresse.

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