Gioco d’Azzardo Patologico a Latina

Ludopatia: cos’è e come combatterla.

Gioco d’azzardo patologico (GAP), o ludopatia, è una PATOLOGIA.

Cosa significa che è una patologia? Semplicemente che il giocatore caduto nella dipendenza da gioco d’azzardo NON E’ RESPONSABILE CONSCIAMENTE delle proprie azioni ma risponde, al pari di un tossicodipendente, alle logiche della dipendenza per trovare appagamento.

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Con la diffusione delle slot in molti bar il fenomeno è aumentato negli ultimi anni. Le slot, difatti, vengono definite “l’eroina” del giocatore d’azzardo per la forte dipendenza che possono creare.

In parole povere, il giocatore non è più lui, è un malato e come tale va trattato.

COS’E’.

Il GAP è una malattia. Tecnicamente è un disturbo del comportamento ma credo sia inutile spiegare le dinamiche scientifiche. In questa sede saremo il meno tecnici possibile appunto per far comprendere questo problema il più possibile anche ai non addetti ai lavori.

Vi sono molte cause che possono spingere una persona ad avere un problema del genere: stress, paura, problemi irrisolti. Al contrario, però, di una tossicodipendenza, dove si è dipendenti da una sostanza esterna, il Gioco d’Azzardo Patologico è una dipendenza psicologica quindi molto più subdola e difficile, per chi assiste una persona vicina affettivamente, da comprendere.

Schematicamente possiamo riportare lo Schema di Custer, il primo psicologo che teorizzò l’esistenza del GAP, che indica le varie fasi dall’inizio dell’esperienza di gioco (fase discendente) e l’inizio della soluzione anche terapeutica (fase ascendente).

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Si. Esatto Fino ad oggi pensavi che il giocatore fosse uno smidollato che non riesce a frenare la sua passione / vizio. No, non è così. E’ vittima di una malattia ed ha bisogno di cure e aiuto, possibilmente immediato.

COME INTERVENIRE

Intanto consigliamo un controllo stringente sulle disponibilità economiche della persona affetta da questi disturbi. Tutto, dovete bloccare carte, conti, controllare i contanti e, possibilmente, spiegargli che è malato.

La cosa più difficile per un giocatore d’azzardo patologico è spiegare a se stesso perchè gioca. E’ il primo detrattore, è il primo che non se lo spiega quindi troverà giovamento a sapere che non dipende da lui ma da una malattia.

Quando si è malati, poi, si va dal medico.

Intanto a Sezze oltre ai servizi sociali del comune (presso la casa della salute) potete contattarci via mail ai nostri indirizzi per avere un aiuto concreto ed un incontro (chi vi scrive è stato vittima del GAP ed è disponibile alla preparazione della terapia con chiunque), oppure rivolgervi alla ASL di SABAUDIA al numero 0773.520891 specializzata per latina alla lotta alle Ludopatie.

Un aiuto scientifico è fondamentale, in questi casi, e bisogna avere molta pazienza. Tenete presente, però, che potranno esserci problemi di ricadute (scivolata o ricaduta) infatti il gioco d’azzardo patologico comporta anche delle crisi di astinenza vere e proprie!!!

COSA SI POTREBBE FARE

Il gioco d’azzardo molto facilmente mette in crisi e sul lastrico famiglie intere. E’ un problema sociale che comporta sconquassi nelle vite private, al pari di un tossicodipendente.

In varie zone d’Italia si è provato a fare qualcosa, il primo passo sarebbe prevenzione, anche il divieto di gioco d’azzardo in prossimità di scuole o ospedali potrebbe essere un buon deterrente.

Il Comune di Sezze è informato del problema (senza voler prendere però posizione) sia tramite una mozione presentata tempo fa, sia tramite conferenze organizzate da volontari dove sono intervenuti sia il Sindaco che l’Assessore Eramo senza, però, portare a risultati. Si vede che il problema è sottovalutato dall’istituzione Comunale.

tempo fa si parlò anche dell’apertura di uno sportello contro le Ludopatia, potrebbe essere una iniziativa buona (più se ne parla meglio è) ma ancora non si sa nulla ed il fatto che persone che fino ad oggi se ne siano interessate esultino per la sua apertura ci fa proprendere più per una azione di propaganda che di volontà concreta a risolvere il problema.

Però va affrontato con informazione, sana informazione e coraggio. Coraggio nel riconoscere il problema ed affrontarlo, prima che esso porti ad estreme conseguenze.

 

 

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