L’inerzia dei nuovi eletti

Risultato delle elezioni Amministrative 2017 di Sezze e poltronifici annessi

 

A distanza di oltre un mese dalla fine delle elezioni dove il popolo di Sezze ha, purtroppo per noi, indicato chiaramente chi dovesse amministrare il Comune di Sezze ci ritroviamo in una situazione nella quale anche Stephen King avrebbe da scriverne un best seller degli orrori.

Al primo Consiglio Comunale, senza attendere nemmeno la presentazione di un atto da parte della nuova amministrazione, il pluridecorato con poltrone Senibaldo Roscioli lasciava la lista con cui è stato (nuovamente) eletto per dichiararsi indipendente. Come mai? Forse i suoi appetiti non erano stati soddisfatti dalla suddivisione dei poteri nonostante appena 10 giorni prima della sua dichiarazione in Consiglio, ovvero durante la campagna elettorale, spergiurava a tutti che la sua lista fosse per il cambiamento, per rivoluzionare Sezze, composta dalle migliori persone possibili immaginabili; tutto questo al fine di RACCATTARE voti. Alla prima occasione utile se ne è scappato per trattare meglio al mercato delle vacche.

Passano i giorni e non si riesce a capire chi saranno gli assessori. Nel silenzio assordante delle opposizioni elette in Consiglio vengono nominati ma senza deleghe. Oplà, giochi di prestigio. Appena si parla di deleghe, però, un Assessore si dimette (Perugini) senza neanche aspettare una scusa ufficiale. Cosa può averla spinta ad un passo del genere? Nulla si sa (forse la composizione delle deleghe? Il colore delle tendine in Aula? La mancanza di parcheggio a Piazza IV Novembre?) e la stampa non è che ci aiuti moltissimo-

Aspettiamo le deleghe, poi non vengono assegnate deleghe fondamentali come il Bilancio e altre. Forse Di Raimo le vuole mantenere lui? Peccato che nel frattempo il Paese vada a fuoco con incendi dolosi multipli, manchi l’acqua per più di 10 giorni in varie zone e questa amministrazione non riesce a prendere in mano la situazione.

Oltre ciò i dirigenti comunali, ormai RAS e Imperatori, anche se in scadenza reggono il potere più assoluto e giganteggiano in lungo e in largo in barba a qualsiasi riferimento politico (che si sta scannando per un tozzo di pane).

Il Paese rimane fermo, immobile mentre brucia o ha sete, mentre non riesce ad organizzare l’estate setina, le manutenzioni, nulla. Lo Zero.

Questa estate lo sapevamo sarebbe stata calda, ma così sinceramente è troppo. L’Amministrazione prendesse in mano il coraggio (laddove ne fosse provvista) e iniziasse a lavorare. LAVORARE!

 

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